Windows

La conferenza Microsoft Build 2026 ha mostrato la direzione lungo la quale la società di Redmond intende accelerare: riportare Windows verso applicazioni realmente native, riducendo la dipendenza da interfacce costruite come semplici contenitori web (tra tutte WebView2, componente del quale abbiamo abbondantemente parlato).

Prestazioni, consumo di memoria, reattività dell’interfaccia e integrazione con il sistema operativo rappresentano aspetti sempre più importanti in un mercato dove l’hardware dedicato all’AI locale sta diventando una componente centrale.

Dopo l’epoca Win32, Microsoft ha introdotto tecnologie come UWP, quindi WinUI e infine Windows App SDK, creando una babele di interfacce grafiche che ha infastidito, confuso e addirittura allontanamento molti sviluppatori. In tanti, tra loro, hanno continuato a preferire framework consolidati oppure soluzioni multipiattaforma basate su tecnologie web. Il risultato è stato un numero crescente di applicazioni che, pur funzionando correttamente, richiedono più risorse rispetto a software sviluppati direttamente sulle API (Application Programming Interfaces) di Windows. Durante Build 2026, l’azienda ha presentato strumenti, linee guida e nuove piattaforme hardware pensati per invertire questa tendenza e favorire la diffusione di applicazioni costruite con WinUI 3 e Windows App SDK.