Alle celebrazioni del 2 giugno l’attrice e la Perina hanno attaccato la destra sul ruolo della donna. Dipingere la premier come un pericolo fa comododi Annalisa Terranovavenerdì 5 giugno 20263' di letturaPaola Cortellesi non va sopravvalutata. Ha fatto un film di successo, ok. Però farla salire in cattedra a spiegarci il sessismo nelle favole già era stato un azzardo, poi farle celebrare gli ottanta anni del voto alle donne è stato un inciampo. Sembrava Antonio Scurati: tutto nato dalla Resistenza, tutto nato dalla lotta partigiana, tutto frutto del nobile antifascismo. Niente, quando fai un mix tra Montanari e Iacchetti esce fuori questa cosa qua. È il 2 giugno ma sembra il 25 aprile. Dice: ma ci sarebbe una premier donna per la prima volta nella storia d’Italia. Quisquilie. Meloni è patriarcale.Le femministe hanno pure un scritto un libro per spiegarlo alle cretine come noi che pensiamo che non lo sia. Si intitola Giù le mani dal femminismo. Roba nostra, dicono, voi state alla larga, la ragazza della Garbatella soprattutto. È il 2 giugno, bisogna spernacchiare gli incursori del Comsubin ed esaltare le partigiane coi loro nomi di battaglia così poetici, come la sedicenne Teresa Vergalli detta Annuska... bello no? Non evoca il paradiso sovietico? E quelle che prima si erano battute per il voto alle donne? Censurate, dimenticate. Chissenefrega di Anna Maria Mozzoni, autrice nel 1871 del saggio La questione dell’emancipazione femminile in Italia e della scrittrice triestina Elda Gianelli (1848-1921) e più ancora di Virginia Olper Monis (1856-1919) autrice del saggio del 1908 La donna nella realtà. Ma che vuoi fare le pulci alla Cortellesi? Ma non si può, non si deve, non si fa.Torino e Venezia, la polizia morale esulta: al bando la "madrina"Pensavamo che l’ondata giustizialista del MeToo si fosse ammosciata, almeno in Italia, dopo aver notato due segnal...Lei ha fatto come tanti: ha digitato su Google la parola “fascismo” e “donne” e le è sbucata fuori la citazione di Ferdinando Loffredo tratta da un articolo del Messaggero di sei anni fa (provare per credere). Cattolico più che fascista, costui divenne nel dopoguerra dirigente di primo piano dell’Inps, si occupò di welfare e scriveva articoli per la Confindustria. Purtroppo Cortellesi non ha trovato il primo programma del fascismo sansepolcrista (1919) dove si auspicava il voto alle donne e neanche un accenno alla dannunziana Carta del Carnaro (1920) che proclamava il suffragio universale paritario. Colpa di Google, mica sua.