Non poteva esserci voce migliore di quella di Paola Cortellesi per aprire lo spettacolo I volti della Repubblica. 80 anni dal referendum in Piazza del Quirinale a Roma. Un monologo intenso, per celebrare il 2 giugno. Di fronte alle massime cariche dello Stato, in occasione delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, l’artista ha voluto dedicare le sue parole al ruolo cruciale delle donne nella Resistenza e alla storica conquista del suffragio femminile del 1946. Il suo intervento, trasmesso in diretta su Rai 1, ha tracciato una linea netta tra i fantasmi della sottomissione passata e le sfide aperte del presente.

L’ironia di Paola Cortellesi sul fascismo

Un discorso lucido e a tratti tagliente. Paola Cortellesi ha ricordato come sotto il regime fascista le donne fossero ridotte per legge al solo ruolo di madri e custodi del focolare. Ha poi riletto alcuni passaggi del volume Politica della famiglia scritto nel 1938 dall’economista Ferdinando Loffredo, in cui si teorizzava l’indiscutibile «minor intelligenza della donna» e si accusava il lavoro femminile di creare disoccupazione maschile. «Vengono a rubarci il lavoro» ha commentato con ironia l’attrice, evidenziando come certi pregiudizi siano duri a morire ancora oggi, a seconda delle categorie.