Si accende il dibattito politico e culturale attorno alle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, dopo il monologo di Paola Cortellesi durante l’evento “I volti della Repubblica”, andato in scena in Piazza del Quirinale e trasmesso in diretta Rai.

L’attrice e regista, aprendo la serata, ha dedicato il suo intervento al primo voto delle donne nel 1946 e al ruolo delle partigiane e delle Costituenti, ricordando figure come Irma Bandiera, Tina Anselmi, Nilde Iotti e Teresa Mattei. Nel suo discorso ha sottolineato come la nascita della Repubblica abbia rappresentato «la promessa di un Paese in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, partecipare alla vita pubblica senza paura», aggiungendo però che «alcune di queste promesse non sono state ancora mantenute».

«L’effettiva parità salariale, la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità non sono ancora realtà compiute. Dobbiamo lavorarci insieme», ha affermato Cortellesi, chiudendo il monologo con il riferimento alla partigiana Irma Bandiera e alla sua lettera alla madre: «Quelli dopo di lei siamo noi».

Le parole dell’attrice hanno però suscitato la reazione della sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, che in una nota ha definito il discorso «fazioso e soprattutto lacunoso», criticando l’impostazione generale della serata.