Questa gran bella ragazza alta e sottile, più alta e sottile delle sue colleghe attrici passate alla regia, è stata invitata personalmente dall’amatissimo nostro presidente Sergio Mattarella al Quirinale per celebrare il 2 giugno gli 80 anni della Repubblica. “E gli 80 anni del voto alle donne. Stranamente, non era mai stato fatto un film su questo evento storico. Me ne sono resa conto dopo, quando stavo montando C’è ancora domani”. E quando l’ho visto, quel film di Paola Cortellesi che ora è diventato anche un libro (Feltrinelli ha pubblicato la sceneggiatura che si legge come un romanzo), vecchia come sono mi sono commossa. Solitamente nulla mi scuote, ma vedere quella folla con la piccola scheda tenuta in mano come la vera liberazione mi ha fatto piangere. “Facendo ricerca, ho immaginato che cosa avessero provato le donne che entravano per la prima volta in una cabina elettorale. Fino ad allora era vietato, come i cani dovevano rimanere fuori. E chissà l’emozione di poter finalmente dire la propria. Oggi le ragazze e i ragazzi pensano, vabbè ma non serve andare a votare, è una goccia nel mare. Sono disillusi, delusi. Ma all’epoca il senso di appartenenza deve essere stato veramente forte. Lo scrive la giornalista Anna Garofalo, che ho citato anche alla fine: “Stringiamo le schede come biglietti d’amore”. In un lungo articolo racconta come, finalmente, i discorsi tra uomo e donna fuori dai seggi avessero un altro sapore. Un sapore da pari”.
Paola Cortellesi: “Ottant’anni fa il primo voto alle donne, ma ancora tante ingiustizie”
Tre anni fa il suo film ha acceso la luce sul primo, fondamentale diritto civile per tutte le italiane. E adesso? “C’è ancora molto cammino da fare”













