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Jacopo Storni

La pensione di Marisa e Alvaro, 82 anni, non basta. Trovare un’alternativa è difficile

Marisa e Alvaro, entrambi 82 anni, da cinquanta nella stessa casa in affitto, settanta metri quadrati nella zona di via Gioberti a Firenze. Una casa diventata negli anni rifugio, guscio, conforto. Ma adesso, dopo mezzo secolo, è arrivato il momento di andarsene. Il proprietario, in linea con l’andamento del mercato cittadino, ha deciso di alzare l’affitto e non di poco: da 800 euro si passerà a 1.400 euro al mese. Prendere o lasciare. La risposta dei due anziani coniugi è obbligata e sconfortante: lasciare. Le loro pensioni non possono bastare a pagare un affitto che quasi raddoppia. E quindi? E quindi finisce la locazione, finisce la storia d’amore con questa casa dove è cresciuta la loro famiglia, la loro vita, la loro quotidianità. Anno dopo anno, stagione dopo stagione. Una casa che, oltretutto, hanno contribuito a riammodernare ogni qual volta che c’era l’esigenza.

Alvaro e Marisa, non pensavano che alla fine della vita, dovessero ritrovarsi così, con la vergogna di raccontare la loro storia. Le loro parole le affidano al Sunia, il sindacato degli inquilini: «Proviamo un sentimento di vergogna per quello che ci sta succedendo, eppure non abbiamo colpe, noi, abbiamo sempre pagato l’affitto, puntualmente, regolarmente». E poi c’è lo spavento: «Lo spavento e l’ansia di affrontare un trasloco a 82 anni, con tutti gli acciacchi del caso, e con la consapevolezza che, in una casa più piccola sarà impossibile trovare posto per tutti gli oggetti e i mobili di una vita».