Dal 2023 ad oggi il governo è riuscito a far inserire tutti i temi decisivi. Il ministro Piantedosi: «Procedure accelerate alle frontiere»
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Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato un decreto per rendere immediatamente esecutivi i contenuti del patto europeo sulle migrazioni. Il corpus di norme comunitarie per contrastare i flussi clandestini entrerà in vigore il 12 giugno e l’Italia ha predisposto l’architettura giuridica per renderle immediatamente applicabili.
«È una rivoluzione copernicana», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi illustrando il provvedimento dopo l’assise del governo a Palazzo Chigi. E ha aggiunto: «Abbiamo voluto fare questo intervento normativo con un decreto legge per accompagnare l’immediata entrata in vigore di queste norme, anche forti del fatto che riteniamo, come Paese e come governo italiano, di essere stati noi gli attori principali del processo riformatore del sistema di asilo a livello europeo».
Piantedosi ha spiegato: «Si è sedimentato un utilizzo anche un po’ strumentale delle regole a presidio dell’accesso, della protezione internazionale, dello status di rifugiato. Praticamente abbiamo una situazione in tutta Europa per cui si accede sul territorio nazionale, si fa domanda di riconoscimento, e questo comporta tempi innanzitutto amministrativi, tra i 3 e i 4 anni». E ha sottolineato: «Lo strumento nobilissimo del ricorso al diritto di asilo si trasforma in uno strumento di utilizzo surrettizio per fare accesso e permanere sul territorio nazionale». Dunque, osserva, «è stato previsto che si possano fare alla frontiera le cosiddette procedure accelerate. Il termine massimo tra fase amministrativa e giudiziaria è di 12 settimane, non più anni».











