Il cdm ha dato il via libera alle norme volte a dare attuazione al Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. Ecco cosa c'è nel testo (e cosa no)
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto legge con le norme volte a dare attuazione al Patto europeo su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno. L’intervento legislativo adottato dal governo Meloni – che rivendica un ruolo di primo piano nel dibattito dell’Ue sulle politiche migratorie – mira a rendere immediatamente operative le disposizioni europee che impongono agli Stati membri di esaminare le procedure accelerate di frontiera che il diritto dell’Unione rende obbligatorie per determinate categorie di richiedenti. «Una misura copernicana», l’ha definita il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa al termine del Cdm.
I tempi del Patto: 16mila domande per l’Italia e stop a 12 settimane
Secondo quanto stabilito dalla Commissione europea, che ha definito la capacità adeguata di ciascun Paese e il numero massimo annuale di richieste da trattare attraverso la procedura di frontiera, l’Italia dovrà esaminare fino a 16.032 domande nel primo periodo di applicazione, compreso tra il 12 giugno 2026 e il 12 giugno 2027.










