Anticipare l’impianto normativo con un decreto legge per dare immediata attuazione al patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo che entrerà in vigore il 12 giugno. «L’Italia ha fatto i compiti a casa», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nello spiegare l’intervento approvato in Consiglio dei ministri.

Piantedosi ha spiegato che il decreto serve a codificare come funzionerà il nuovo meccanismo delle procedure accelerate. «Oggi abbiamo una situazione per cui si entra in Italia, si fa domanda di status di rifugiato e questo ha tempi amministrativi e una fase giurisdizionale di 3-4 anni. Questo fa sì che lo strumento del diritto di asilo si trasformi di fatto in uno strumento per permanere sul territorio. Per conciliare la possibilità di asilo ma con maggior rigore di tempi di controllo, viene previsto un controllo alla frontiera con procedure accelerate, con tempo massimo 12 settimane per l’espletamento di tutto».

Il ministro lo ha definito «una sfida impegnativa», perché prevede che le persone soggette a procedura accelerata vengano inviati in luoghi di provvisoria dimora, come prima misura di limitata libertà di circolazione, «dove il migrante si deve far trovare reperibile per le 12 settimane di espletamento misure».