TREVISO - «Oggi si è fatto avanti un altro imprenditore ma ora sono io che dico basta. In quindici giorni nessuno si è offerto per darmi una mano. Io per ora mi fermo». Quello di Mirella Tuzzato, riferimento dell'associazione Veneti schiacciati dalla crisi, è uno stop che arriva dopo giorni di polemiche. E che torna a far discutere sul "caso migranti" scoppiato nelle settimane scorse in città dopo lo sgombero del park Dal Negro, dove, prima dell'operazione di pulizia del Comune, trovavano rifugio per passare la notte diversi profughi e richiedenti asilo. Dopo che questi ultimi avevano protestato andando a dormire sotto i portici accanto al municipio con don Giovanni Kirschner e don Francesco Filiputti, diversi imprenditori si erano fatti avanti decidendo di pagare una settimana di soggiorno in hotel agli 11 migranti pakistani finiti per strada. Nel gestire tutto questo, trasferimenti dei profughi compresi, è stata fondamentale la figura di Tuzzato, che ha fatto da ponte tra i benefattori e i migranti. Ed è proprio lei ora, nonostante un altro imprenditore (siamo al terzo) le abbia manifestato la volontà di pagare un'altra settimana in hotel ai migranti, a dire basta: «Oggi si è offerto altro imprenditore per un'altra settimana - spiega -. Ma sono io che dico basta, in 15 giorni nessuno si è fatto avanti, non riesco più a continuare con i trasporti per portarli e andarli a prendere al lavoro». «Facile fare tavoli e parlare, ma nessuno dà una mano - lamenta -. Evidentemente a qualcuno va bene che le cose funzionino così. Torneremo a sfruttare la possibilità con un nuovo imprenditore se e quando ci saranno più aiuti». Insomma, il riferimento di Veneti schiacciati dalla crisi lascia poco spazio a dubbi: «Lo schema può funzionare - conclude Tuzzato -, ma il volontariato deve muoversi. Io per ora mi fermo». L'appello è anche ai datori di lavoro dei migranti: «Si facciano avanti anche loro. Perché io e i miei volontari da soli non ce la facciamo più a trasportarli al lavoro».