PORDENONE - Un territorio compatto, una linea comune e toni che non lasciano spazio a interpretazioni: il vertice che si è svolto ieri nella sede della Regione a Pordenone segna un passaggio decisivo nella vertenza Electrolux. Attorno al tavolo, oltre al presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, erano presenti gli assessori Sergio Emidio Bini (Attività produttive) e Alessia Rosolen (Lavoro), i sindaci di Pordenone e Porcia, i coordinatori nazionali di di Fim, Fiom e Uilm, i segretari provinciali le Rsu. All'esterno, in attesa, decine di lavoratori. Il messaggio del presidente è stato netto: «Quello presentato da Electrolux non è un piano industriale, è un piano di dismissione». Fedriga ha ribadito che la Regione non accetterà alcun percorso che smantelli progressivamente produzione e occupazione. «Pretendiamo un vero piano industriale. Non possiamo trovarci tra qualche anno con pezzi tolti uno alla volta, fino a sentirci dire che non c'è più bisogno dei lavoratori». Il governatore ha poi aperto a un possibile utilizzo degli strumenti regionali per sostenere un piano credibile, ma ha anche annunciato la disponibilità a misure "ostative" qualora l'azienda dovesse insistere sulla strada dei tagli: «Ci sono norme ha ricordato che ci consentono di rallentare decisioni unilaterali che impoveriscono il tessuto produttivo italiano». La vertenza, ha ricordato Fedriga, non riguarda solo Porcia: «È il primo caso europeo della crisi dell'industria del bianco. Non possiamo accettare che l'Europa diventi un continente di consumatori mentre le produzioni vengono spostate altrove. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente penetrazione di prodotti provenienti da Paesi che operano con regole e costi non comparabili ai nostri, una dinamica che ha progressivamente eroso la competitività del sistema industriale europeo». Da qui la richiesta di un coinvolgimento anche a livello europeo, oltre che nazionale. Ieri è intervenuto anche il ministro del Made in Italy Adolfo Urso: «Nell'ultimo Consiglio Competitività abbiamo promosso un non-paper per chiedere alla Commissione europea di riconoscere il settore dell'elettrodomestico come strategico, al pari dell'automotive. Alla prossima riunione del 15 giugno ci aspettiamo che l'azienda presenti una proposta del tutto diversa da quella attuale, per noi inaccettabile: un piano che sia sostenibile sul piano sociale e occupazionale. Noi faremo la nostra parte».
Electrolux, Fedriga: «A Roma andrà un territorio intero. Pretendiamo un piano industriale»
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