L'Italia accelera sul ritorno al nucleare. Con 155 voti a favore, 86 contrari e 8 astenuti la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega che costruisce la cornice legislativa pensata per permettere il ritorno della produzione di energia nucleare nella penisola. Il testo passa ora al Senato con la volontà di licenziare il provvedimento in via definitiva entro l'estate, così da varare i decreti attuativi per la fine dell'anno. «Abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili all'inizio del prossimo decennio», ha commentato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il cambio di passo sul provvedimento, arrivato in Parlamento a ottobre, è stato impresso dalla premier Giorgia Meloni che lo ha messo tra le priorità di legislatura nel corso dell'ultimo round di interrogazioni parlamentari in Senato. L'obiettivo è inserire il nucleare nel mix energetico nazionale, così da favorire «sviluppo economico, sovranità nazionale e indipendenza del Paese», come si legge nella relazione che accompagna la delega. Il progetto non punta però alla riapertura delle vecchie centrali chiuse con il referendum del 1987. Al contrario, uno dei principi della delega prevede la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni oggi presenti nella penisola, salvo eventuali riconversioni. La strada tracciata punta al nucleare di nuova generazione. Il progetto guarda a tecnologie quali gli Smr, acronimo che sta per Small Modular Reactor, ossia impianti di dimensioni ridotte, o ancora agli Amr, i reattori modulari avanzati di quarta generazione. «Questo disegno di legge ci apre una prospettiva che dobbiamo affrontare senza ideologismi artefatti e propagandistici», ha commentato Riccardo Zucconi, deputato di Fdi, e uno dei relatori del provvedimento assieme a Giampiero Zinzi della Lega, Ilaria Cavo di Noi Moderati e Luca Squeri di Forza Italia. La volontà del governo è fare in modo che l'atomo possa contribuire al mix energetico nazionale per una quota che varia tra l'11% e il 22%. Le tecnologie, ha ricordato Pichetto, sono comunque ancora tutte da valutare. Uno dei cardini del provvedimento è proprio la sperimentazione, la localizzazione e l'installazione dei nuovi impianti. Su questo punto, tra le novità inserite durante il passaggio in Commissione, è stato quindi previsto che i Comuni possano autocandidarsi per ospitare i nuovi siti, prendendo spunto dal meccanismo già sperimentato per il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.
Nucleare, sì alla legge: «Energia sostenibile con nuove tecnologie»
L'Italia accelera sul ritorno al nucleare. Con 155 voti a favore, 86 contrari e 8 astenuti la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega che costruisce la...











