HomeCultura e SpettacoliLa stagione all’Elfo Puccini. Nuovi sguardi (di ottimismo) tra l’eterno Oscar Wilde. Arthur Miller e ConradGrandi classici attualizzati e sperimentalismo con la testa rivolta ai giovani. Il direttore Ferdinando Bruni: "Offriamo anticorpi contro il conformismo...".In scena all’Elfo Amadeus (foto ©Laila-Pozzo)Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciOcchi chiusi. Occhi spalancati. Dall’ombra alla luce. Sbocciando come un curioso, bellissimo fiore. Quello immaginato dall’illustratrice Valeria Petrone. La cui opera è stata presa a simbolo della stagione 26/27 dell’Elfo Puccini. "Nuovi sguardi", il titolo. E finalmente una suggestione vagamente ottimistica, dove non si ribadisce la pesantezza del periodo. Quel tono su tono minaccioso e depressivo. Cercando invece di rilanciare attraverso il teatro, l’anima plurale e collettiva del proprio lavoro, il senso di comunità che si é costruito nel tempo intorno al multisala di Buenos Aires, amato feudo progressista legato al contemporaneo e in dialogo costante con i più giovani (un quinto del pubblico é under 30). Uno di quei luoghi in cui ci si diverte. E di parecchio. Senza però mai scendere a compromessi con il pensiero critico.
La stagione all’Elfo Puccini. Nuovi sguardi (di ottimismo) tra l’eterno Oscar Wilde. Arthur Miller e Conrad
Grandi classici attualizzati e sperimentalismo con la testa rivolta ai giovani. Il direttore Ferdinando Bruni: "Offriamo anticorpi contro il conformismo...".








