Si può avere lo sguardo sui grandi del passato, tenendo ben saldi i piedi nel presente? Sì, soprattutto se questo è un presente che chiede pace, dialogo e non violenza. Sono le ‘voci disarmate’ che il Teatro Metastasio farà risuonare nel nuovo cartellone, un mosaico riuscito di nuove drammaturgie e riletture contemporanee di testi classici. "Voci disarmate", il titolo della stagione 2026/27, vuole essere un invito ad ascoltare, ad abbassare i toni, a spargere semi e simboli di pace come il ramoscello di ulivo sorretto da una colomba che campeggia nel manifesto di stagione. È nella bellezza di frasi quotidiane che ci rendono così umani nel loro essere ‘disarmate’ - come "ho paura", "passerà", "non ce la faccio", "scusa, come stai?" - che è racchiuso il senso di questa nuova stagione firmata dalla direzione artistica di Massimiliano Civica, un richiamo alla responsabilità collettiva dando voce all’unica voce possibile: il ripudio di tutte le guerre.

Da Shakespeare a Goldoni, da Ionesco a Bernhard, da Jean Anouilh ad Alfred Jarry, da Yasmina Reza a Philip Dick, i tre palcoscenici (Metastasio, Fabbricone, Magnolfi) promettono un’emozione lunga tutto l’anno, portando 20 titoli in scena di cui la metà prodotti dal Metastasio. Una proposta che si distingue anche per la qualità delle ospitalità, schierando nomi già affermati della regia e drammaturgia accanto a talenti emergenti. In cartellone, Alessandro Benvenuti, Evelina Rosselli e Caterina Rossi, Mauro Pescio, Massimiliano Civica, Oscar De Summa, Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi, Linda Dalisi, Pascal Rambert, Valerio Binasco, Antonio Zavatteri, Roberto Latini, Ivan Talarico, Emanuele D’Errico, Natacha Belova e Tita Iacobelli, Raquel Silva, Antonio Latella e Federico Bellini, Eleonora Danco, Emma Dante, Leonardo Capuano e Renata Palminiello, Stefano Massini, Dario Marconcini e Giovanni Guerrieri.