Marjane Satrapi Ripubblichiamo l’intervista alla fumettista, regista e sceneggiatrice iraniana pubblicata sul manifesto del 7 ottobre 2005
Nata sulle rive del Mar Caspio, in Iran, nel 1969, da una famiglia ricca e colta, Marjane Satrapi è oggi la protagonista più nota della «nouvelle vague» del disegno francese. Dopo aver studiato Belle arti a Tehran e a Strasburgo, ha raggiunto il successo con Persepolis, un romanzo a fumetti che racconta la recente storia dell’Iran attraverso gli occhi di una bambina di nome Marjane. Ora vive a Parigi e sta lavorando con Win Shluss a un film di animazione tratto da Persepolis che uscirà nella primavera 2007.
In «Pollo alle prugne» lei racconta la storia di un musicista che sacrifica tutto per l’arte, perfino gli affetti familiari. Tra i suoi parenti più prossimi, se non sbaglio, vi erano anche disegnatori e musicisti. Si è per caso ispirata alle loro vicende personali?
Sì è vero, ho preso spunto dalle esperienze vissute da alcuni membri della mia famiglia. E un po’ anche dalla mia vita. Il fatto è che agli artisti vengono attribuiti molti difetti. Io resto convinta che l’artista sia essenzialmente un narcisista. Con una differenza rispetto ai tanti egoisti che non fanno niente. Gli artisti sono almeno degli egoisti buoni, e anche utili in un certo senso.











