Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa Valsusa da No Tav a No Steel: l’acciaio in questione è quello della nuova acciaieria che il Gruppo Beltrame a San Didero vuole attivare promettendo 150 nuovi posti di lavoro e 50 milioni di investimenti per un altoforno da 800mila tonnellate d’acciaio annuo. Si tratta, o meglio, si tratterebbe di una rinascita per l’acciaieria che fu chiusa nel 2014 anche per motivi ambientali.
Diciamo «si tratterebbe» perché il paese ha visto la nascita di un comitato contrario alla riapertura dell’acciaieria, sia pure ammodernata. È il «Comitato zero emissioni», per il quale la dispersione dei fumi inquinanti coinvolgerebbe non solo San Didero ma tutti i comuni tra Susa e Avigliana, al punto che il 4 giugno si è tenuto un dibattito, organizzato dal Comitato, nel salone polivalente del comune piemontese.
Le preoccupazioni ambientali e i precedenti
Attenzione, prima di dire che siamo davanti all’ennesimo comitato “No tutto” affetto da sindrome Nimby (Not in my backyard), c’è da considerare che la chiusura del 2013 era stata motivata dalla rilevazione da parte di Asl e Arpa di concentrazioni di diossina e Pcb nelle acque e nell’atmosfera. È anche vero però che le tecnologie produttive moderne sono ben più pulite e rispettose dell’ambiente rispetto a quelle del passato, Beltrame è un gruppo da 800 milioni di euro di fatturato annuo, 3mila dipendenti e 12 laminatoi.







