Dopo quella sull'urbanistica e sulla vendita dello stadio di San Siro una nuova inchiesta della Procura scuote il Comune di Milano, con la Guardia di Finanza che è tornata ad acquisire documenti a Palazzo Marino e nella sede della Soprintendenza alle Belle arti. Al centro delle indagini c'è la Galleria Vittorio Emanuele II, con l'ipotesi di turbativa d'asta e corruzione per la concessione di spazi commerciali, per eventi e non solo, nel salotto della città.
Tra gli indagati per ipotesi di corruzione e turbativa ci sarebbero funzionari comunali ma anche della Soprintendenza, oltre che responsabili di società, ma allo stato non sono state inviate informazioni di garanzia. La vicenda, secondo il sindaco Giuseppe Sala, "qualche connotazione politica ce l'ha", visto che a fare scattare l'inchiesta è stato un esposto presentato nel 2025 da Massimiliano Lisa, imprenditore del museo su Leonardo 3, che è in contenzioso col Comune proprio per la concessione degli spazi in Galleria. Lisa da pochi mesi è anche candidato sindaco per le comunali con la sua lista 'Milano Libera', dove figura come candidata a vice sindaca Tiziana Siciliano, fino alla fine dello scorso anno procuratrice aggiunta a capo del pool di contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione, che ha coordinato le inchiesta sull'urbanistica. "Le riflessioni politiche le farò a tempo debito", spiega ancora il primo cittadino, che al momento è cauto sui giudizi ma che solo qualche giorno fa, prima che si sapesse della nuova inchiesta, aveva detto sulla candidatura della Siciliano che "non è una sorpresa".












