L’inchiesta della Procura di Milano sulla concessione degli spazi in Galleria Vittorio Emanuele II ha nata da un esposto presentato da Massimiliano Lisa. “Ho citato 3 attività per possibile turbativa d’asta e danno erariale”, ha spiegato a Fanpage.it, “ora si parla di 8 negozi e di installazioni”.

Massimiliano Lisa

La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulle concessioni degli spazi commerciali dei negozi all'interno della Galleria Vittorio Emanuele II e sugli eventi con installazioni che si sono tenuti nei mesi scorsi accanto al Duomo. Come riportato dal Corriere della Sera, ieri, mercoledì 3 giugno, i militari della guardia di finanza si sono presentati a Palazzo Marino chiedendo, anche agli uffici della Soprintendenza Belle Arti e dell'Agenzia del Demanio, tutta la documentazione relativa alle pratiche amministrative. L'ordine di esibizione è stato firmato dalla procuratrice Grazia Colacicco, del dipartimento dedicato ai reati contro la Pubblica Amministrazione, ma non sono ancora noti né l'ipotesi di reato né i relativi indagati. Le indagini sarebbero partite a seguito di un esposto presentato un anno fa dall'imprenditore Massimiliano Lisa, direttore del museo Leonardo3, candidato sindaco con la lista civica ‘Milano Libera' e da due anni con un contenzioso aperto con il Comune. "Il mio esposto era in merito a una presunta turbativa d'asta e, insieme alle varie integrazioni che ho fatto, riguardava tre attività in Galleria", ha spiegato a Fanpage.it, "ora si parla di otto soggetti coinvolti e anche di installazioni di cui non so nulla, evidentemente anche secondo la Procura potrebbe esserci qualcosa che non va".