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Luigi Ferrarella

Ordine di esibire le pratiche. Nel mirino le concessioni di spazi commerciali di prestigio, per esempio le pubblicità di noti film sul palazzo della Rinascente. All'origine un esposto di Massimiliano Lisa

C’è una nuova inchiesta della Procura di Milano in Comune, e non riguarda l’urbanistica dei grattacieli cittadini, ma le concessioni di spazi commerciali di prestigio soprattutto in Galleria Vittorio Emanuele accanto al Duomo. Lo si ricava dall’ordine di esibizione che a Palazzo Marino si stanno rigirando nelle mani dopo che con quel foglio si sono presentati mercoledì i militari del gruppo spesa pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano, poi affacciatisi anche alla Soprintendenza Belle Arti e all’Agenzia del Demanio.

Sono solo poche righe, eppure se ne traggono quattro dati. Il primo è che esistono indagati, perché l’intestazione è appunto il relativo modello 21, però non vengono indicati e neanche si capisce se siano soggetti privati o amministratori pubblici. Allo stesso modo non è disvelata l’accusa, tuttavia il secondo dato ricavabile è che è un reato contro la pubblica amministrazione, perché a firmare l’ordine di esibizione è un pm di questo dipartimento in Procura, Grazia Colacicco, non uno dei pm invece appartenenti al pool che da mesi segue i processi sull’edilizia.