Un'altra persona è stata fermata dai carabinieri nell'ambito delle indagini per la morte di Filippo Scavo, il 43enne del clan Strisciuglio di Bari ucciso il 19 aprile scorso nella discoteca Divine Club di Bisceglie. Si tratta di un 21enne di Modugno, Francesco Di Vittorio, e secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo tutt'altro che marginale nell'agguato. Per l'omicidio di Scavo lo scorso 5 maggio erano già stati arrestati in tre: Dylan Capriati, Nicola Morelli e Aldo Lagioia.

Di Vittorio, dopo la prima aggressione avvenuta all'esterno della discoteca, avrebbe favorito l'ingresso del gruppo armato nel locale, poi avrebbe fatto da palo per alcuni istanti prima di entrare e partecipare all'agguato. Subito dopo sarebbe uscito dal locale per raggiungere la Lancia Y utilizzata per la fuga, garantendo l'allontanamento del resto del gruppo. Una sorta di figura cerniera, dunque.

Ad incastrare Di Vittorio, c'è anche un'intercettazione di una telefonata tra sua madre e suo fratello, avvenuta all'indomani della pubblicazione sulla Gazzetta del Mezzogiorno delle immagini delle telecamere di sicurezza all'esterno della discoteca (rese note dopo l'arresto di Capriati, Morelli e Lagioia). Sono le stesse carte a fare riferimento al frame, pubblicato su questa testata, in cui si intravede il 21enne noto all'epoca come "Ignoto 2": "Mà, hai visto le foto? Hai visto l'ignoto di sinistra?". Anche se non viene mai fatto esplicitamente il nome di Francesco Di Vittorio, la madre intima al figlio di stare zitto e di non parlarne al telefono.