Filippo Scavo

Filippo Scavo, ucciso a colpi di pistola nella discoteca Divinae Follie di Bisceglie, sarebbe stato un esponente del clan mafioso Strisciuglio di Bari. Secondo fonti investigative di Fanpage.it, l’omicidio potrebbe essere maturato nel contesto della faida fra i clan Strisciuglio e Capriati.

Filippo Scavo è stato ucciso, la notte fra sabato 18 e domenica 19, a colpi di pistola nella discoteca Divinae Follie di Bisceglie. La sua, però non sembra essere una morte casuale: Scavo infatti sarebbe stato un esponente del clan mafioso Strisciuglio di Bari. E non era un appartenente qualsiasi: era uno dei referenti del clan nella zona di Carbonara, quartiere di Bari. Lo rivela una fonte importante sul territorio (per questo resterà in anonimato) a Fanpage.it. E questo dice molto del contesto in cui è maturato l'omicidio e dell'attuale assetto criminale del capoluogo pugliese. La faida tra il clan Strisciuglio e il clan Capriati Le indagini sull'omicidio di Scavo della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari sono ovviamente ancora in corso, ma il contesto criminale in cui questo delitto si è compiuto appare molto chiaro agli inquirenti: come spiega sempre la fonte di Fanpage.it, ci sono attriti che vanno avanti da anni tra il clan Strisciuglio, a cui sarebbe appartenuta la vittima, e il clan Capriati. La faida è incentrata su tutti gli affari criminali dei due gruppi, tra cui gestione del traffico di droga e le estorsioni. Già negli scorsi anni questa guerra di mafia ha portato a omicidi eccellenti, le cui vittime solitamente sono state parenti dei capi clan. Ovvero omicidi che non si possono dimenticare e che prevedono sempre vendette.