La Corte dei Conti dell'Ue chiede all'Unione di fare di più per l'occupazione giovanile, concentrandosi su risultati duraturi, data l'inefficacia dei finanziamenti attuali.
L’Ue deve fare di più per sostenere l’occupazione giovanile e produrre risultati duraturi: nell'Unione il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni è ancora relativamente alto, all’11,6 %. Lo evidenzia la Corte dei conti europea, secondo la quale gli sforzi profusi dall’Unione per sostenere l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro restano non sufficientemente concentrati sui risultati. L’occupazione è primariamente competenza degli Stati membri, che il bilancio dell’Ue sostiene o integra. Anche se la disoccupazione giovanile è notevolmente diminuita nell’ultimo decennio, le misure finanziate dall’Ue non sono ancora incentrate sull’aiutare i giovani a mantenere l’impiego nel tempo.
L’occupazione giovanile, osservano i magistrati contabili, rappresenta da tempo una delle principali sfide che gli Stati membri dell’Ue devono affrontare sul mercato del lavoro. Anche se il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni è diminuito dal 20% del 2013 a meno del 12% negli ultimi anni, la probabilità che i giovani siano disoccupati è sempre doppia rispetto a quella della forza di lavoro totale. Nel 2025, i giovani disoccupati nell’Ue erano circa 4,7 milioni, pari all’11,6 % della forza di lavoro tra i 15 e i 29 anni.








