BRUXELLES - Sul fronte dell'occupazione, l'Unione europea è relativamente vicina all'obiettivo fissato per il 2030: il tasso ha raggiunto il 76,3%, 1,7 punti percentuali in meno rispetto al traguardo del 78% . E' quanto emerge da un'analisi della Commissione europea pubblicata oggi, a quasi dieci anni dal lancio del Pilastro europeo dei diritti sociali, il quadro di riferimento con cui l'Unione europea orienta le proprie politiche in materia di lavoro, formazione, pari opportunità e protezione sociale adottato nel 2017.

Più ampio il ritardo nella formazione, alla quale partecipa ogni anno il 39,5% degli adulti, contro l'obiettivo del 60%. Il divario maggiore riguarda tuttavia la povertà: rispetto al 2019, le persone a rischio di povertà o esclusione sociale sono diminuite di 3,5 milioni, poco meno di un quarto dei 15 milioni previsti entro la fine del decennio. Per raggiungere il traguardo ne restano quindi 11,5 milioni.

Nel bilancio delle misure attuate dal 2017, la Commissione segnala che 10 milioni di persone sono state formate attraverso il Patto per le competenze e che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ha aiutato 185mila lavoratori di 20 Paesi a rientrare nel mercato del lavoro. La quota di occupati che vivono in condizioni di povertà è scesa dal 9,6% del 2016 all'8,3% del 2025. Sul versante dei giovani, dal 2013 la Garanzia giovani ha permesso a 63 milioni di persone di trovare un impiego, iniziare un apprendistato o un tirocinio oppure proseguire gli studi.