Gli ultimi dati Istat contenuti nel Rapporto annuale 2026, mostrano un quadro in miglioramento nel mercato del lavoro: ha registrato una crescita dell’occupazione del 4,3 per cento, un dato migliore rispetto a quello della Germania. Ma i divari strutturali restano elevati: il tasso di occupazione dei giovani nel 2025 è inferiore alla media dell’UE (43,9 contro 58,1 per cento).

Il Rapporto annuale 2026 elaborato dall'Istat, arrivato alla 34esima edizione, viene presentato questa mattina alla Camera dal presidente dell'istituto Francesco Maria Chelli, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella. Una parte del rapporto è dedicata ai cambiamenti nel mercato del lavoro e ai dati sull'occupazione, che anche quest'anno risulta in crescita.

Nel 2025 viene confermata la traiettoria di espansione del mercato del lavoro in Italia, si legge nel documento, sebbene il ritmo di crescita abbia mostrato una progressiva stabilizzazione. È vero quindi che gli occupati continuano ad aumentare, ma quest'incremento ha rallentato: se guardiamo ai dati, infatti, gli occupati sono aumentati dello 0,8 per cento quest'anno, un dato che, pur segnando un rallentamento rispetto all’1,5 per cento del 2024 e al 2,1 per cento del 2023, permette comunque di consolidare i massimi storici raggiunti nel periodo successivo alla pandemia. Occupazione in Italia cresce più di quella di Germania, ma resta lontana dai livelli della Spagna Nel paragone tra Italia e i maggiori Paesi europei, tra il quarto trimestre del 2019 e gli ultimi tre mesi del 2025, il nostro Paese ha registrato una crescita dell’occupazione del 4,3 per cento, una performance superiore a quella della Germania (+2,4 per cento), ma ancora lontana dai risultati della Francia (+6,4 per cento) e, soprattutto, della Spagna, che con un aumento del 12,6 per cento si conferma il paese più dinamico tra le quattro maggiori economie dell’UE.