di Francesco Vietti, antropologo

Il primo giugno si sono tenute le elezioni politiche in Etiopia. Se non lo sapevate e non avete idea di chi fossero i candidati alla presidenza, non vi preoccupate: siete in buona compagnia. Non solo tra i cittadini che seguono normalmente la politica internazionale, ma sospetto anche tra i giornalisti e i politici di professione, e persino tra noi lettori del Fatto, ben pochi saprebbero rispondere a questa semplice domanda: conosci il nome di almeno un attuale leader politico dell’Africa sub-sahariana?

Quanto al Nordafrica, l’orribile omicidio di Giulio Regeni dovrebbe averci almeno reso tutti consapevoli che in Egitto sia al potere da qualche anno il generale Abdel Fattah al-Sisi. Ma appena ci si allontana dalle coste mediterranee del Mare Nostrum, ecco che le nostre scarse conoscenze svaniscono del tutto.

Chi governa la Nigeria, un paese grande quasi un milione di chilometri quadri e con oltre 230 milioni di abitanti (circa la metà dell’intera Unione Europea)? Chi sono i politici che hanno portato il Ruanda, un paese che forse ricordavamo per il genocidio degli anni Novanta, a riaffacciarsi alle televisioni italiane lo scorso settembre come sede dei Mondiali di ciclismo su strada svolti nella capitale Kigali? Com’è che il presidente dell’Uganda è anche il presidente di turno per il triennio 2024-2027 del Movimento dei Paesi non Allineati, un’organizzazione che pensavamo relegata all’era della Guerra Fredda, e che invece esiste tuttora e riunisce un gruppo di 120 paesi (i due terzi del mondo intero)?