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Lunedì in Etiopia si vota per eleggere il parlamento federale e i parlamenti regionali. A livello federale il risultato è scontato: rivincerà il Partito della Prosperità del primo ministro Abiy Ahmed, che attualmente ha una maggioranza schiacciante. L’ultima volta che si votò, nel 2021, il partito di Abiy ottenne più del 90 per cento dei seggi, in elezioni che secondo l’opposizione non furono libere. È molto probabile che anche questa volta ottenga percentuali simili. I risultati si sapranno comunque solo tra qualche giorno.
Il sistema elettorale etiope favorisce il partito al governo, e questo è uno dei motivi per cui la vittoria di Abiy è scontata. L’altro è che negli ultimi anni il primo ministro ha aumentato le pressioni e le intimidazioni contro l’opposizione e la stampa.
Il governo ha arrestato o costretto a fuggire all’estero diversi politici dell’opposizione, e ha chiuso giornali e organizzazioni non governative considerate ostili. Lavorare è diventato più difficile anche per i media internazionali: l’agenzia Reuters, per esempio, non ha più propri corrispondenti in Etiopia da febbraio, dopo che il governo non aveva rinnovato i loro permessi.
Alcune persone in attesa di votare fuori da un seggio ad Addis Abeba, il 1° giugno (AP/Amanuel Sileshi)










