Con la sua enciclica Magnifica Humanitas, pubblicata il 25 maggio, papa Leone XIV ha tra le altre cose chiarito la scelta del nome che ha voluto assumere da pontefice. Leone XIII infatti fu il papa che con l’enciclica Rerum Novarum del 1891 analizzò le ricadute sociali della rivoluzione industriale. Anche Leone XIV, nella sua prima enciclica, parla di una rivoluzione, quella avviata dalla diffusione delle intelligenze artificiali (AI), e lo fa con accenni a contesti che conosce molto da vicino. Pur senza fare nomi, in molti passaggi risultano chiari i riferimenti alle grandi aziende della Silicon Valley, apparse a volte insofferenti a questo pontefice, e all’amministrazione di Donald Trump, con cui il confronto si è fatto nel tempo molto esplicito.
Nei giorni successivi alla pubblicazione i commenti all’enciclica sono stati molto centrati sulle ricadute dell’intelligenza artificiale sulla società, sul mondo del lavoro e sullo sviluppo della persona umana. Il perimetro del documento è però più ampio, più concreto e più politico: il pontefice espone le sue idee sul “nuovo ordine mondiale”, sulla politica internazionale, sui rapporti tra gli stati e sui conflitti armati. Antonio Spadaro, sottosegretario del dicastero della Cultura, ufficio vaticano equivalente a un nostro ministero, sostiene che il tema vero che pone «non è come usare bene l’AI, ma chi la controlla» e che sia quindi una riflessione sul potere. Il testo lo dice infatti chiaramente: in pochi soggetti si concentra oggi un potere sproporzionato sulla vita delle persone.








