L’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV affronta il tema dell’intelligenza artificiale, della dignità umana, del bene comune e dei rischi di disumanizzazione nel digitale

Per comprendere cosa vuol dire vivere nel tempo dell’intelligenza artificiale che sa costruire contesti immaginari del tutto simili al reale, basta pensare che la prima enciclica di Papa Leone XIV pubblicata il 25 maggio scorso, da tanti ritenuta una enciclica di valore storico, potrebbe essere stata scritta in tutto o in parte da un sistema di intelligenza artificiale generativa. E nella ipotesi del tutto astratta che lo fosse, nessun umano sarebbe in grado di distinguerla da una scritta dal Papa.

La Magnifica Humanitas, come è accaduto per tutte le encicliche papali, si rivolge all’intero corpo dei vescovi della Chiesa cattolica e ai loro fedeli per parlare dell’umano e del trascendente, della dottrina sociale della Chiesa, della pace e della giustizia sociale, del Vangelo, del bene comune e della fede. Eppure, insieme a questi argomenti, questa è la prima enciclica che affronta il tema dei sistemi digitali artificiali che hanno un impatto sul mondo e anche sulla dottrina religiosa e potrebbero mettere in dubbio il ruolo degli esseri umani fino ad arrivare a cambiare per sempre il loro rapporto finanche con il Creatore.