| 4 Giugno 2026 15:02 |
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(Adnkronos) – La combinazione di tislelizumab con zanidatamab e chemioterapia ha dimostrato un beneficio statisticamente significativo in sopravvivenza globale, con un miglioramento di 7 mesi nel trattamento di prima linea del carcinoma gastroesofageo (Gea) Her2-positivo. Sono i risultati dello studio di fase 3 Herizon-Gea-01, pubblicati su ‘The New England Journal of Medicine’ e illustrati in una presentazione orale (Rapid Oral Abstract: 4010) all’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) che si è svolto in questi giorni a Chicago. Nel corso della presentazione, sono stati evidenziati i benefici indipendentemente dallo status Pd-l1, inclusi i pazienti con Pd-l1
L’adenocarcinoma gastroesofageo, che comprende i tumori dello stomaco, della giunzione gastroesofagea e dell’esofago, rappresenta il quinto tumore più comune a livello mondiale. Circa il 20% dei pazienti con Gea presenta una malattia Her2+. La prognosi complessiva – si legge nella nota – rimane sfavorevole, con un tasso globale di sopravvivenza a 5 anni inferiore al 30% per il tumore gastrico e pari a circa il 19% per il Gea. Zanidatamab è un anticorpo bispecifico diretto contro il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (Her2), che si lega a due siti extracellulari di Her2 e riduce l’espressione del recettore sulla superficie delle cellule tumorali. Tislelizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato anti-programmed cell death protein 1 (Pd-1) di immunoglobulina G4 (IgG4), progettato in modo unico, con elevata affinità e specificità di legame per Pd-1, per minimizzare il legame con i recettori Fc-gamma (Fcγ) sui macrofagi, contribuendo ad aiutare le cellule immunitarie dell’organismo a riconoscere e combattere i tumori.














