| 29 Giugno 2026 18:02 |
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(Adnkronos) – “Oggi celebriamo lo studio Duo-E che ha dimostrato che quando combiniamo l’immunoterapia durvalumab alla chemioterapia con carboplatino e paclitaxel nelle forme di tumore dell’endometrio avanzato o metastatico, aumentiamo la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. È stato stimato che ci sia una riduzione del 60% del rischio di progressione e del 70% del rischio di morte”. Lo afferma Domenica Lorusso, responsabile Centro di Ginecologia oncologica Humanitas San Pio X e professore di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, in occasione dell’incontro promosso da Astrazeneca oggi a Milano e intitolato “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”.
“Per anni abbiamo considerato il tumore dell’endometrio come il più facile da curare tra i tumori ginecologici e questo purtroppo ha creato due problemi nel tempo una un disinvestimento nella ricerca e una totale decentralizzazione del tumore dell’endometrio che oggi è un tumore che viene curato dappertutto e spesso non seguendo le linee guida. Purtroppo – commenta – come conseguenza di tutto questo, quello dell’endometrio è l’unico tumore con incidenza e mortalità in aumento nei prossimi anni tra le neoplasie ginecologiche. In realtà, già da qualche anno sappiamo che il tumore dell’endometrio non è un unico tumore, ma sono almeno quattro tumori diversi, con caratteristiche molecolari peculiari che richiedono trattamenti differenti. Abbiamo inoltre scoperto che il 30% circa dei tumori dell’endometrio ha una caratteristica genomica che si chiama instabilità dei microsatelliti, che lo rende particolarmente in grado di rispondere a l’immunoterapia”.











