| 15 Giugno 2026 16:02 |
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(Adnkronos) – “La possibilità di utilizzare l’immunoterapia in prima linea ha modificato in modo sostanziale il percorso terapeutico del tumore dell’endometrio, soprattutto nei casi di malattia avanzata e metastatica, dando una chance terapeutica fondamentale in pazienti che prima erano considerate avere una prognosi tendenzialmente molto negativa”. Così Stefano Uccella, ordinario e direttore Uoc Ginecologia e Ostetricia Università di Verona, commentando i risultati a lungo termine e nella pratica clinica di dostarlimab nel trattamento del tumore dell’endometrio.
Dal punto di vista clinico, l’arrivo dell’immunoterapia ha modificato profondamente il percorso terapeutico “soprattutto nei casi avanzati e metastatici – sottolinea Uccella – offrendo una chance concreta a pazienti che in passato avevano prognosi sfavorevole. La possibilità di utilizzare l’immunoterapia in prima linea ha modificato in modo sostanziale il percorso terapeutico. La chirurgia, tuttavia, mantiene un ruolo centrale perché consente la rimozione della malattia e la definizione delle caratteristiche biologiche e molecolari del tumore, fondamentali per individuare i sottogruppi più sensibili ai trattamenti immunologici. Sono inoltre in corso studi che valutano l’impiego dell’immunoterapia prima dell’intervento con l’obiettivo di ridurre il volume tumorale e rendere possibili interventi meno demolitivi”.







