70 specie di uccelli, di cui 67 nidificanti. Questo il risultato del primo anno di osservazione per il progetto Avifauna voluto dall’azienda agricola Col D’Orcia, territorio di Montalcino, ed affidato a Luca Mamprin, dottore forestale, specializzato in biodiversità e gestione ecologica del territorio. 9 tra queste specie di uccelli sono di particolare interesse conservazionistico.

Il progetto nasce dalla volontà del Conte Francesco Marone Cinzano, proprietario dell’Azienda Agricola Col D’Orcia, di ottenere la certificazione di ecosostenibilità dopo aver ottenuto, nel 2006 quella di azienda biologica. Poteva accontentarsi di una semplice analisi del terreno per ottenere l’agognata certificazione, ma perché accontentarsi. E così il progetto nel suo primo biennio, ha messo in luce una realtà naturalistica che secondo Luca Manprin dovrebbe diventare esempio non solo per tante realtà italiane, ma nel mondo.

È infatti un progetto di lungo periodo dedicato alla tutela della biodiversità, al monitoraggio scientifico dell’avifauna e allo sviluppo di pratiche di agricoltura rigenerativa nel cuore della Val d’Orcia. Ma il risultato è stato tale che ha messo in difficoltà lo stesso Manprin: “Siamo di fronte a più realtà avicole di un parco naturale protetto, come quello che gestisco in Veneto. Non solo specie di uccelli diurni, ma abbiamo trovato specie di pipistrelli non comuni, a segnare che esistono delle grotte, delle cave nel territorio dove possono trovare rifugio durante la notte. Siamo di fronte ad una agricoltura rigenerativa che ci costringerà ad alzare l’asticella se vogliamo contribuire alla sua crescita ecologica”.