"Non c'è nessun intento dilatorio, solo la volontà di arrivare alla più ampia convergenza possibile su un tema rispetto al quale ci sono tante sensibilità diverse". Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, parlando con HuffPost respinge le valutazioni secondo cui il rinvio in commissione del disegno di legge sul fine vita equivalga a mettere il dossier su un binario morto.

A Elly Schlein che dice "così si affossa la legge", Craxi risponde con un appello alla responsabilità "da parte di tutti". Responsabilità che finora è mancata, dal momento che il disegno di legge chiesto dal 2019 dalla Corte costituzionale naviga in Parlamento sin dall'inizio della legislatura e - come era successo nella legislatura precedente - non è ancora stato approvato. Craxi, che ha preso il dossier in mano da pochi mesi, differenzia il lungo stand by che c'è stato in precedenza sul testo di centrodestra dalla recente svolta del suo partito: "Stiamo facendo un lavoro intellettualmente onesto per arrivare a una legge di civiltà. Sono convinta che se mettiamo tutti da parte le bandierine e le posizioni ideologiche possiamo arrivare a un testo unitario".

Se la posizione di Forza Italia è dialogante, quella degli altri partiti della maggioranza è meno aperta. Tenendo conto di ciò il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha dichiarato che probabilmente entro fine legislatura si riuscirà a percorrere solo "un pezzo di strada". E che sarà il prossimo Parlamento ad affrontare da capo il dossier. Craxi crede che i tempi per chiudere entro il 2027 ci siano: "Se c'è l'accordo si può fare", insiste.