Dal tour estivo al legame con la band: Giuliano Sangiorgi rivendica l’impatto dei Negramaro sul pop italiano e spiega perché non ha mai pensato a una carriera solista parallela.
Giuliano Sangiorgi – ph LaPresse
Giuliano Sangiorgi ci tiene, venticinque anni dopo la formazione dei Negramaro, a sottolineare quale sia stato il ruolo che la band salentina ha avuto nella musica italiana. In attesa del tour che li vedrà esibirsi nei festival, questa estate, il cantante romano ha raccontato a Fanpage una storia che ha cambiato le sorti del pop italiano, come dice senza falsa modestia o presunzione. Lo fa mettendo in fila un po' di episodi, dai primi stadi di una band alle canzoni che in radio hanno fatto da apripista per un pop diverso da quello che veniva trasmesso. Sangiorgi ha anche raccontato perché non ha mai voluto un album solista, che i progetti in solitario erano altro rispetto alla musica, e come ha festeggiato quando la sua compagna, la sceneggiatrice e scrittrice Ilaria Macchia, ha vinto il suo primo David di Donatello per la sceneggiatura de "Le assaggiatrici", il film di Silvio Soldini. Sangiorgi ha attraversato più ere dell'industria discografica italiana, passando dalla vendita dei cd alla smaterializzazione della musica, dai club e i tour da oltre 100 date, agli stadi, e lo ha fatto da protagonista. Amatissimo da chiunque, con la band ha scritto alcune delle canzoni che fanno parte dell'immaginario collettivo e che tornano periodicamente in radio.









