La felicità dei Negramaro per il ritorno live — saranno a Firenze, al Mandela Forum il 12 ottobre — ha il cuore in Toscana. Jovanotti, Negrita, Masini, Panariello sono alcuni degli amici della band salentina che sono saliti, negli anni, sui loro palchi: «una volta a Perugia erano tutti in camerino ed ebbene sì, mi autodenuncio. Mi confusi e iniziai il concerto gridando ciao Toscana» ricorda, sorridendo, Giuliano Sangiorgi che ieri ha incontrato i giornalisti insieme al batterista Danilo Tasco, per poi incontrare i giovani di Villa Lorenzi, progetto di prevenzione e riabilitazione del disagio giovanile e delle dipendenze. «Inoltre c’è la Flog — aggiunge — Fu uno dei club, insieme a Bologna e a Roma, dove ci esibimmo prima di Sanremo, vent’anni fa, nel 2005, in un momento in cui al festival la presenza dei giovani non era così fondamentale e motivo d’orgoglio come oggi. Tre città in cui facemmo pieno, e che furono ottime referenze per creare clamore anche all’Ariston. Dove arrivammo ultimi. Però vincemmo il premio della critica, e sapevamo che quello sarebbe stato un ottimo avvio. Fu il miglior marketing involontario».
Oggi la Flog è chiusa.
«Ma non è un problema solo fiorentino. Tanti club che hanno fatto da palestra a gruppi entrati nel mainstream, oggi non esistono più e noi stessi saremmo i primi a tornare a far concerti in quegli spazi, a cominciare proprio dalla Flog, a cui dobbiamo molto. E sono convinto che altre band siano del nostro stesso avviso, come i Subsonica. Le piccole imprese musicali dovrebbero essere aiutate a sopravvivere, perché in quei luoghi nasce una cultura generazionale, si diventa adulti. È un problema politico e sociale che, prima ancora dei locali, riguarda le scuole, dove l’educazione musicale dovrebbe coprire un ruolo strategico. Lo dico da figlio di insegnanti che crede profondamente nella bontà della scuola pubblica italiana».






