Il pluripremiato 'Persepolis' - che ha sollevato a Tunisi contestazioni per le strade da parte degli integralisti islamici salafiti dopo la su messa in onda alla Messma Tv - nonostante sia solo un film d'animazione (tra l'altro candidato all'Oscar nel 2007) e' un atto di accusa pesante contro il fondamentalismo.
Il film (e il fumetto) raccontano la storia della stessa autrice, Marjane Satrapi, morta a 56 anni. Nata nel 1969 sul Mar Caspio, cresciuta a Teheran durante la rivoluzione che destitui' lo scia' Reza Pahlevi e la successiva instaurazione del governo islamico, spedita a 14 anni dai genitori progressisti a studiare a Vienna, rientrata in Iran durante gli anni tristi della guerra in Iraq, sposata e divorziata, in Persepolis Marjane Satrapi racconta la sua vita, i suoi sogni di liberta' e le sue lotte attraverso uno stile grafico vintage, in bianco e nero e con un disegno profondamente stilizzato: niente di piu' lontano dagli effetti speciali di Shrek e soci.
Nel film la Satrapi non fa sconti a nessuno: dal regime iraniano che vieta il rossetto, sequestra le cassette degli Iron Maiden e perseguita gli studenti, all'Europa che seppur rappresenta attualmente la sua patria (l'autrice vive stabilmente a Parigi da diversi anni), l'ha accolta giovanissima con il pregiudizio che tutti gli iraniani siano fanatici religiosi, terroristi pericolosi e analfabeti.










