MeteorologiaPur con qualche incertezza riguardo all’intensità massima e alla tempistica esatta, la maggior parte dei modelli previsionali elaborati dall’Agenzia Onu per il meteo suggerisce che a questo giro El Niño sarà almeno di intensità moderata, e forse forte.4 giugno 2026Ormai è certo: sarà l’estate di El Niño, il fenomeno ciclico (ogni cinque anni) di surriscaldamento delle acque superficiali del Pacifico meridionale accompagnato da variazione nei venti e nella circolazione atmosferica, con effetti collaterali come siccità e ondate di caldo tropicale.Il problema, ad oggi, non è se, ma quando: secondo l’ultimo aggiornamento sul tema dell’Organizzazione metereologica mondiale (OMM/WMO), le probabilità di dover fronteggiare un evento El Niño nel periodo giugno-agosto 2026 sono infatti pari all’80%, probabilità che si avvicinano o superano il 90% riguardo alla possibilità che il fenomeno si protragga almeno fino a novembre. Pur con qualche incertezza riguardo all’intensità massima e alla tempistica esatta, la maggior parte dei modelli previsionali elaborati dall’Agenzia Onu per il meteo suggerisce che a questo giro El Niño sarà almeno di intensità moderata, e forse forte.L’alert dell’Omm arriva a pochi giorni dal primo allarme lanciato a fine maggio in occasione de rapporto annuale “Global annual-to-decadal update”, in cui stimava l’86% di probabilità che un anno tra il 2026 e il 2030 prenda il posto del 2024 e diventi il più caldo mai registrato, indicando il 2027 come anno di possibile picco caratterizzato da temperature particolarmente elevate a causa dell’arrivo di El Niño.FOTO D'ARCHIVIO: Una veduta del terreno crepato presso una diga, mentre lo Zimbabwe sta affrontando una siccità causata da El Niño, che sta provocando malnutrizione tra i bambini di età inferiore ai cinque anni, le donne incinte e in allattamento e gli adolescenti, a Mudzi, Zimbabwe, il 2 luglio 2024. REUTERS/Philimon Bulawayo/Foto d'archivioGuterres: più energia rinnovabile, meno dipendenza dai fossili“La scienza è chiara: El Niño sta arrivando alle nostre porte nei prossimi mesi con una certezza del 90%. Il mondo deve trattarlo come l’allarme climatico urgente che è. Le condizioni di El Niño getteranno benzina sul fuoco di un mondo in fase di riscaldamento. Gli impatti colpiranno ancora più duramente, si estenderanno ancora più lontano e attraverseranno i confini con una velocità devastante. L’unica risposta efficace è un’azione per il clima all’altezza della crisi: porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili, accelerare il passaggio alle energie rinnovabili, proteggere i più vulnerabili e fornire sistemi di allerta precoce per tutti», ha affermato il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, illustrando l’aggiornamento previsionale del World Meteorological Organization (WMO).Tra la fine di aprile e la metà di maggio, la temperatura della superficie del mare nel Pacifico equatoriale centro-orientale - l’area utilizzata come riferimento per il monitoraggio - si è avvicinata alle soglie di El Niño, secondo le osservazioni provenienti da diverse piattaforme utilizzate dall’Omm. Queste crescenti anomalie superficiali sono alimentate da condizioni insolitamente calde al di sotto della superficie in tutto il Pacifico tropicale, con temperature superiori di oltre 6 °C alla media che forniscono un notevole serbatoio di calore che contribuisce al riscaldamento superficiale osservato. Nel frattempo, anche l’Indice di Oscillazione Meridionale – che è la componente atmosferica di El Niño – è coerente con lo sviluppo delle condizioni di El Niño.
El Niño il picco tra giugno e luglio. Onu: prepararsi a caldo e forti piogge
Pur con qualche incertezza riguardo all’intensità massima e alla tempistica esatta, la maggior parte dei modelli previsionali elaborati dall’Agenzia Onu per il meteo suggerisce che a questo giro El Niño sarà almeno di intensità moderata, e forse forte.













