Secondo i titoli di alcuni giornali sta arrivando un “Niño Godzilla”. La realtà è che c’è l’80 per cento di probabilità che il fenomeno climatico chiamato El Niño (causa di un riscaldamento delle acque dell’oceano Pacifico) si sviluppi entro settembre. La maggior parte dei modelli prevede un evento moderato, ma alcuni suggeriscono che potrebbe essere molto forte, forse addirittura un “super-Niño”.

Detto questo, il quadro generale non è affatto rassicurante. Per quanto forte potrà essere El Niño di quest’anno, possiamo essere certi che nei prossimi decenni ce ne saranno di ancora più devastanti. Anche se gli eventi futuri non saranno più intensi, i loro effetti in un mondo più caldo si faranno sentire di più.

“Anche una manifestazione standard del Niño in futuro causerà impatti regionali e globali più ampi”, afferma Axel Timmermann dell’università nazionale di Pusan in Corea del Sud.

La cosa più allarmante è che studi condotti da Timmermann e altri suggeriscono che El Niño e La Niña – noti come eventi Enso (El Niño-Southern Oscillation) – diventeranno anche molto più intensi e inizieranno a influenzare il clima anche nell’Atlantico, con effetti amplificati.

“Le nostre ultime simulazioni con modelli al computer prevedono un passaggio a fenomeni El Niño-La Niña estremi più regolari e molto più intensi, oltre a effetti più intensi degli Enso su regioni remote, in particolare l’Europa”, afferma Timmermann.