Nelle acque di Ragusa, in Sicilia, è stato avvistato per la prima volta un pesce scorpione occidentale o pesce leone occidentale (Pterois miles). È una specie velenosa e invasiva, che rappresenta una minaccia per l’essere umano e gli ecosistemi. Ma c’è una speranza: i polpi hanno iniziato a mangiarlo.

Pesce scorpione occidentale o pesce leone occidentale (Pterois miles). Credit: iStock

Per la prima volta è stata documentata la presenza del pesce scorpione occidentale (Pterois miles) nelle acque di Ragusa, in Sicilia. Come spiegato dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), si tratta di una delle specie aliene più invasive al mondo e può rappresentare una minaccia tanto per gli ecosistemi del Mar Mediterraneo – ma non solo – quanto per bagnanti, subacquei e pescatori, a causa delle sue lunghe spine velenose in grado di “provocare punture estremamente dolorose, anche fino a 48 ore dopo la morte del pesce”. La specie era stata già avvistata diverse volte lungo le coste italiane, in particolar modo in Sicilia, Calabria e Puglia.

L'esemplare di pesce scorpione occidentale, conosciuto anche come pesce leone occidentale, come riporta l'agenzia di stampa AGI è stato avvistato (e catturato) a 20 metri di profondità nelle acque di Punta Secca, un luogo divenuto celebre anche grazie al Commissario Montalbano, il personaggio uscito dalla penna di Andrea Camilleri. Il balcone della sua casa, nella serie televisiva tratta dai romanzi, si affaccia proprio sulla splendida spiaggia di Punta Secca. A individuare l'animale alieno è stato il subacqueo Federico Brugaletta, che collabora a stretto contatto col Museo Civico di Storia Naturale di Comiso per progetti di Citizen Science. In passato si era reso protagonista dell'individuazione di un altro alieno nel Mare Nostrum, il pesce chirurgo pinna gialla (Acanthurus xanthopterus), dotato di una tagliente spina alla base della pinna caudale. Il pesce scorpione catturato a Ragusa sarà sottoposto a una serie di analisi di laboratorio, che aiuteranno gli scienziati a comprendere meglio l'espansione di questi animali nel Mediterraneo. Ciò che è certo è che il primo avvistamento in acque italiane c'è stato nel 2016 e da allora, in base ai bollettini dell'ISPRA aggiornati al 2025, le segnalazioni sono state ben oltre 1.800 per questa specie. Si tratta di pesci scorpenidi originari dell'Oceano Indiano e del Pacifico occidentale che dal Canale di Suez, attraverso il Mar Rosso, stanno espandendo il proprio areale di distribuzione sempre più a nord, favoriti dagli effetti del cambiamento climatico. Il Mar Mediterraneo, di fatto, è sempre più caldo e quindi idoneo a ospitare specie tropicali e sub-tropicali invasive e voraci come Pterois miles, molto simile a Pterois volitans, entrambe apprezzate dagli acquariofili per la loro bellezza e robustezza.