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Lorenzo Giliberti

Noto anche come pesce leone, è una specie che pur non essendo pericolosa per l'uomo, rilascia con i suoi aculei tossine in grado di provocare forti dolori e reazioni a livello neuromuscolare

Un pesce tropicale dai colori spettacolari, ma con aculei velenosi capaci di provocare punture molto dolorose. È il pesce scorpione, noto anche come pesce leone, avvistato nelle acque di Santa Caterina, marina di Nardò, dove nei giorni scorsi è stato filmato mentre nuotava tranquillamente tra le imbarcazioni ormeggiate nel vecchio porticciolo. L'esemplare è stato segnalato dai sub del Diving Costa del Sud e ripreso in acque basse, a pochi metri dalla riva, in una zona particolarmente frequentata da bagnanti e diportisti.

L'avvistamento ha richiamato l'attenzione degli esperti, che invitano alla prudenza: il pesce non è aggressivo, ma non deve mai essere toccato, nemmeno se appare immobile o in difficoltà. Il motivo è legato alle sue caratteristiche biologiche. Il pesce scorpione possiede infatti diciotto spine collegate a ghiandole velenifere, che rilasciano tossine in grado di provocare forti dolori e reazioni a livello neuromuscolare. La sua presenza, tuttavia, non rappresenta un'emergenza per chi frequenta il mare. Il rischio resta contenuto purché si mantengano le distanze e si eviti qualsiasi contatto diretto.