L’elettrificazione dell’industria europea è già una leva di competitività, ma non procede ancora al ritmo necessario per sostenere insieme decarbonizzazione, sicurezza energetica e tenuta del sistema produttivo. A dirlo è il nuovo rapporto di Eurelectric – realtà che rappresenta gli interessi comuni dell’industria elettrica europea e parla a nome di oltre 3.500 aziende del settore –, presentato ieri a Helsinki nell’ambito del Power Summit, che analizza le condizioni necessarie per accelerare la diffusione dell’elettricità pulita nei processi industriali.

Il documento si basa sulle evidenze raccolte da 61 aziende e 30 progetti concreti, individuando gli elementi che favoriscono il successo dei progetti di elettrificazione e quelli che invece ne ostacolano l’attuazione. Il punto centrale è che non basta sostituire una tecnologia con un’altra: serve un allineamento più forte tra domanda industriale, infrastrutture di rete, segnali di mercato, politiche pubbliche e strumenti di investimento.

Da qui nasce l’approccio definito “Power Couples”, ovvero modelli integrati e replicabili di partnership industriale che mettono insieme domanda, approvvigionamento elettrico a basse emissioni, infrastrutture e flessibilità. Nel rapporto vengono identificati cinque modelli di questo tipo, costruiti a partire da tre segmenti industriali: calore a bassa e media temperatura, industrie energivore e data center.