I leader dell'Unione europea sostengono sempre più spesso l'elettrificazione come risposta ad alcune delle sfide più grandi per l'UE: prezzi elevati dell'energia, competitività industriale e transizione dai combustibili fossili. Ma per raggiungere questo obiettivo serviranno enormi investimenti nelle reti elettriche obsolete e nei sistemi di accumulo di energia, che secondo molti responsabili politici non sono ancora adeguati allo scopo.

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L'urgenza è aumentata dopo il conflitto guidato dagli Stati Uniti contro l'Iran, che ha fatto impennare i prezzi dell'energia e messo in luce la persistente vulnerabilità dell'Europa agli shock esterni. Questa nuova fiammata arriva mentre il blocco è ancora alle prese con le conseguenze dell'invasione russa dell'Ucraina, che ha innescato una crisi energetica dalla quale molte economie europee non si sono ancora riprese del tutto.

Già prima dell'escalation in Medio Oriente, le industrie europee sollecitavano Bruxelles a intervenire con maggiore decisione sui prezzi dell'elettricità alle stelle, che restano circa il doppio rispetto a Stati Uniti e Cina.

Le associazioni imprenditoriali avvertono che costi energetici così elevati e persistenti minano la competitività, frenano gli investimenti e, in alcuni casi, mettono a rischio la chiusura degli impianti.