di
Riccardo Bruno
L'imprenditore: «Hanno partecipato alla raccolta delle fragole. Da un po' di tempo non erano più con noi»
DAL NOSTRO INVIATOSCANZANO JONICO (MATERA) - All’ingresso di Scanzano c’è una rotonda con al centro un enorme frutto rosso. Sotto una scritta: «Benvenuti nella città delle fragole». Chissà quante volte i quattro poveri braccianti arsi vivi sono passati da qui, chissà se l’hanno notato quel monumento colorato e se si sono sentiti orgogliosi di lavorare per quello che è il cuore dell’economia della zona. Non è ancora chiaro, ma probabilmente anche nell’ultimo giorno della loro vita hanno lavorato a Scanzano, quaranta chilometri a nord di Villapiana dove vivevano, in Calabria, mentre qui siamo già in Basilicata.
Sicuramente in questi campi sono stati dal 20 aprile e per tutto il mese di maggio. Un regolare impiego, un contratto secondo le norme e le regole, assicura Rocco Zuccarella, il titolare delle Tenute Zuccarella, «organizzazione di produttori con sede nel Metapontino». Sa che il nome della sua azienda sta circolando in queste ore, così preferisce non sottrarsi alle domande dei cronisti, affiancato da un legale, l’avvocato Andrea Raffaele Arleo. «Ho letto i nomi sui giornali e ho verificato — dice —. Tutti, anche i due fermati, sono stati contrattualizzati da noi. Hanno partecipato alla raccolta delle fragole che si è conclusa la scorsa settimana. Mi dispiace per quello che è accaduto, ma escludo che fossero da noi negli ultimi giorni, in particolare lunedì».










