di

Pierpaolo Lio

L'ex magistrato verso l'archiviazione. Le indagini proseguono sul ruolo di due militari che lavorarono all'inchiesta lampo del 2017 e sugli avvocati Lovati, Soldani e Grassi, che hanno ammesso di aver intascato in nero «15mila euro a testa» per spese legali mai sostenute

L’indagine sull’indagine di Garlasco potrebbe far ritorno a Pavia. È la «costola» bresciana sull’ipotesi di corruzione in atti giudiziari relativa alla prima inchiesta pavese del 2017 su Andrea Sempio, poi rapidamente archiviata, che vede indagati da settembre Giuseppe Sempio, il padre di Andrea, e l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, già indagato in un altro fascicolo bresciano per il cosiddetto «Sistema Pavia». La posizione di Venditti sembra destinata all’archiviazione. Per la Procura guidata da Francesco Prete, che ha ricevuto la doppia informativa redatta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e dai finanzieri del nucleo Pef e del Gico di Brescia, non sarebbe emerso alcun elemento tale da avvalorare l’ipotesi di corruzione formulata a carico dell’ex magistrato. L’eventuale decisione di archiviare la posizione di Venditti, come riferito dal Tg1, riporterebbe a Pavia le indagini scattate a maggio di un anno fa.