L’inchiesta parallela sul delitto di Garlasco, avviata per far luce su un presunto patto corruttivo, sembra giunta a una svolta. L’ipotesi che l’ex pm Mario Venditti sia stato pagato per archiviare nel 2017 la posizione di Andrea Sempio sta infatti perdendo consistenza.
Al centro di questo filone, coordinato dalla Procura di Brescia (competente per i magistrati del distretto di Pavia), figurava un appunto manoscritto rinvenuto nell’abitazione della famiglia Sempio. Su quel foglietto era riportata la dicitura: “Venditti gip archivia per 20-30”.
Secondo gli inquirenti, quelle parole potevano alludere al passaggio di una somma compresa tra 20 e 30 mila euro dalle mani di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, a quelle dell’allora procuratore aggiunto pavese, per ottenere un esito favorevole nella prima inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.
Un’informativa congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza, depositata a Brescia e anticipata il 3 giugno 2026 dal Tg1 e da Fanpage, ridisegna però il quadro: non sono emersi elementi idonei a sostenere l’accusa di corruzione in atti giudiziari nei confronti di Venditti.
Pur avendo la famiglia Sempio sostenuto spese legali ingenti (tra 50 e 60 mila euro), gli investigatori non hanno individuato alcun “ponte probatorio” che colleghi flussi di denaro al pubblico ufficiale.










