Cara Meloni, la flessibilità te la dà Enzo Amendola. Il negoziato Italia-Ue sull’energia? “Meloni urlava meglio meno, ma meglio, ma dopo questo negoziato si può dire piuttosto che niente, meglio piuttosto”. I sei miliardi di euro da spendere per il 2026? “Non ditelo a Borghi e Bagnai che facciamo debito con la Ue per fonti rinnovabili. Finalmente, grazie a Meloni, il green deal è legge in Italia”. La Ue ha risposto a Meloni? “Non si è mai visto un leader farsi rispondere da un portavoce. Perché finora, diciamolo chiaro, ha risposto un portavoce. Dove è finita l’Italia con la schiena dritta?”. Amendola, ex ministro degli Affari europei, deputato del Pd, festeggia anche lei la vittoria del governo italiano, la deroga ottenuta per le spese in Difesa o fa il solito menagramo del Pd? “Non abbiamo spezzato le reni, ma abbiamo guadagnato solo debito buono e per di più da spendere in sole, mare e vento che solo Meloni credeva fossero di sinistra”.“Meglio meno, ma meglio” è lo slogan di Meloni pronunciato di fronte agli industriali: Amendola lo vuole fare suo? “A dire il vero è un titolo della ultima opera di Lenin sulla Pravda, il suo testamento politico. Mi chiedo; ma Fazzolari li controlla o no i testi di Meloni? Ironia a parte, Meloni diceva che la pacchia è finita ma siamo tornati al punto di partenza. L’Europa ci concede flessibilità per ridurre la dipendenza dal fossile, tutto quello contro cui ha lottato la destra. Non sarebbe stato preferibile cominciare quattro anni fa? C’è un detto di Buffett: quando la marea si ritira, si vede chi ha il costume o no. La destra ha negato il cambiamento climatico e oggi festeggia la flessibilità per continuare il green deal. Non lo trova un paradosso del sovranismo?”. Non è un paradosso che in regioni come la Sardegna, dove governa il campo largo, la sinistra si metta di traverso e ostacoli le concessioni green? “E io sono il primo a dire che dialogare con le regioni è importante ma altrettanto chiaro nel dire che su questo argomento non si può lasciare spazio all’autarchia. Sulla transizione energetica lo stato ha il dovere di avere un piano senza lasciare alibi alle regioni”. Cosa pensa di Fitto, uno degli artefici della flessibilità Meloni, la flessibilità green? “Mi limito a ricordare la storia di Fitto: da ministro trattava i fondi di coesione con le regioni e ora, da commissario Ue, li vuole muovere come i carri armati di Mussolini. Il suo progetto di spostare i fondi sull’energia è la prova del cortocircuito della destra”. Tajani? “Un altro che si fregia della vittoria. Si è colorato anche lui di verde. Green Tajani”. L’altro entusiasta è Giorgetti: vuole salvarlo o lo manda a montare a pannelli fotovoltaici a Varese? “E’ entusiasta ma la battaglia di Giorgetti era sugli extraprofitti da tassare a livello europeo e adesso vediamo se lo farà anche a livello nazionale, come aveva già fatto qualcun altro. A Giorgetti consiglio di citofonare a Tremonti, il ministro che è riuscito a tassare gli extraprofitti. Sa perché questa battaglia Giorgetti non la vince? Non la vince perché in Europa vige il diritto di veto, quel diritto che continua a difendere Meloni. In breve l’Italia chiedeva il bancomat e ha ricevuto dall’Europa una postpay perché il bazooka lo abbiamo già avuto: si chiama Pnrr”. Come lo abbiamo speso? “Perché lo abbiamo davvero speso tutto?”. E’ vero che voi del Pd siete contro il nucleare che promette Meloni? “Meloni promette la fissione, la fusione è nient’altro che un volantino elettorale. La legge delega presentata dal governo è una delega in bianco e per costruire una centrale servono almeno dieci anni. La crisi morde ora”. Sulla legge elettorale, almeno lei, non dica che è una violazione della Carta. Amendola, lo dice? “No, dico di peggio. Abbiamo bisogno di energia ma parliamo di premio di coalizione, sistemi elettorali”. A proposito, ha visto l’ultimo video di Meloni? “Parla di vittoria storica, ma forse era meglio quello con gli uccellini dietro perché Meloni si è dimenticata di dire che i 14 miliardi sono solo investimenti per il green”.Vannacci andrà con la destra? “Non c’è dubbio se lo prenderanno”. Amendola, Pina Picierno sta per lasciare il Pd, ebbene non crede che il Pd si stia perdendo per strada gli Amendola, i Picierno, i Delrio, i Guerini? “Se c’è uno che nel Pd ha vissuto varie stagioni, quello sono io. Ricordo quando ero minoranza, ricordo che sono stato buttato fuori dalle liste elettorali, ma la casa resta il Pd e la storia dimostra che chi ha scelto di lasciarla lo ha fatto per seguire percorsi individuali. Sono scelte rispettabili, ma non saranno mai le mie”.
Enzo Amendola: “Meloni fa vincere il green deal. Fitto? Sposta i carri di Mussolini”
L'ex ministro degli Affari europei sulla flessibilità ottenuta dal governo: "Grazie alla premier il pacchetto sul green è legge in Italia, chi lo dice a Borghi e Bagnai? Finora all'esecutivo ha risposto un portavoce, non la Commissione. Dov'è finita l'Italia con la schiena dritta?". E su Picierno che lascia il Pd: "Scelta rispettabile, ma non sarà mai la mia"












