Sono già passati cinque anni dalla firma del protocollo d’intesa per il risanamento del torrente Cesuola sottoscritto tra il Comune di Cesena, l’Agenzia Regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile, Atersir ed Hera spa nel 2021, poi aggiornato nel dicembre 2025, ma i lavori non sono ancora partiti. Lo fa notare Graziano Castiglia che ha inviato una lettera intitolata ‘torrente Cesuola fogna di città’ ai procuratori della Repubblica di Forlì, Bologna e Ravenna, e a numerosi dirigenti di enti pubblici (Comune di Cesena e Arpae) e al comando provinciale della Guardia di finanza. La lettera è corredata da numerosi allegati, tra i quali la sentenza del 2012 con la quale Castiglia fu assolto dalla denuncia dell’allora sindaco di Cesena, Paolo Lucchi che riguardava anche il suo interessamento alla situazione del torrente Cesuola che dal 1820 raccoglie le deiezioni fognarie del centro storico e le convoglia fino al Fiume Savio scaricandole a valle del Ponte del Risorgimento (Ponte Nuovo).
In realtà per il torrente Cesuola c’è un altro problema: nel tratto tombinato di circa 1200 metri che passa sotto al centro storico è stata installata dalla ditta Shark Engineering una struttura di supporti metallici per rendere più sicura la copertura in attesa del suo consolidamento. In caso di piogge molto copiose, però, i supporti potrebbero essere di ostacolo al passaggio di detriti, trattenendo rami e tronchi portati dalla corrente che diventerebbero un ‘tappo’ pericolosissimo.









