Con la direttiva europea 'Case green', l'attestato di prestazione energetica (Ape) è destinato a cambiare funzione: non sarà più soltanto il documento che misura i consumi energetici dell’abitazione, ma diventerà uno strumento più completo per valutare la qualità energetica e ambientale dell’edificio. Entrano, quindi, in vigore i nuovi requisiti minimi, con effetti diretti sui nuovi Ape. La prestazione energetica dell’immobile non sarà più valutata solo attraverso i parametri tradizionali, ma secondo una lettura più ampia del comportamento energetico dell’edificio. Entreranno in gioco i consumi di energia primaria e finale, i valori di riferimento, la presenza di fonti rinnovabili, le emissioni operative e, progressivamente, gli indicatori collegati al ciclo di vita dell’immobile. A spiegarlo Ivan Meo di Immobiliare.it.
Le nuove regole
La direttiva europea non introduce un automatismo tra nuova classificazione energetica e obbligo immediato di intervento sul singolo edificio. Tuttavia, il nuovo Ape diventerà uno strumento più incisivo per leggere la qualità tecnica ed energetica dell’abitazione. Al momento del rinnovo, alcuni immobili potrebbero essere riclassificati anche senza lavori, semplicemente perché cambiano criteri di calcolo, indicatori e sistema di valutazione. Per i proprietari, quindi, l’attestato non sarà più solo un adempimento formale, ma un documento capace di incidere sulla commerciabilità dell’immobile.










