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Case green, cresce il valore dell’efficienza energeticaCosa si intende per case greenEfficienza energetica come presupposto delle case greenIl ruolo chiave delle pompe di caloreL’efficienza energetica come generazione di valoreCase green: servono strumenti di valutazione più evolutiUn patrimonio immobiliare ancora poco efficienteLe differenze tra centro e periferia: dove si trovano le case greenL’APE acquista importanza nelle scelte di acquistoIl mercato è frenato da un disallineamento tra domanda e offertaIncentivi e finanza green ancora poco sviluppatiLe case green possono diventare il nuovo standard del mercatoDecreto Requisiti Minimi ed efficienza energetica: perché il valore degli immobili è destinato a cambiareDM Requisiti Minimi e prestazioni energeticheL’efficienza energetica sta diventando un fattore sempre più rilevante nel mercato immobiliare italiano e sta sostendo la domanda di Case Green. Se fino a pochi anni fa la classe energetica rappresentava un elemento secondario nelle scelte di acquisto, oggi la crescente attenzione ai consumi, ai costi energetici e alla sostenibilità sta modificando il comportamento di acquirenti, investitori e operatori del settore.A evidenziarlo è il nuovo focus elaborato da ENEA all’interno del Report FIAIP-ICom dedicato all’andamento del mercato immobiliare italiano. L’analisi, basata sulle rilevazioni effettuate presso gli agenti immobiliari associati FIAIP, mostra un quadro in evoluzione: da un lato cresce il valore attribuito agli immobili energeticamente efficienti, dall’altro permane una forte prevalenza di edifici obsoleti e caratterizzati da basse prestazioni energetiche.Cosa si intende per case greenNegli ultimi anni il concetto di casa green è diventato sempre più centrale nel mercato immobiliare, nelle politiche energetiche europee e nelle scelte di acquisto delle famiglie. Ma cosa significa realmente vivere in una casa green? La definizione va ben oltre la semplice presenza di pannelli fotovoltaici o di tecnologie innovative. Una casa green è un edificio progettato, costruito o riqualificato per ridurre il più possibile il proprio impatto ambientale, limitare i consumi energetici e garantire elevati livelli di comfort abitativo.Efficienza energetica come presupposto delle case greenAlla base di una casa green vi è innanzitutto l’efficienza energetica. Un edificio efficiente è in grado di mantenere una temperatura interna confortevole durante tutto l’anno consumando meno energia rispetto a una costruzione tradizionale. Questo risultato si ottiene attraverso un involucro edilizio performante, caratterizzato da isolamento termico, serramenti ad alta efficienza e una progettazione capace di limitare le dispersioni di calore in inverno e il surriscaldamento in estate.Il ruolo chiave delle pompe di caloreUn altro elemento distintivo delle case green riguarda gli impianti. Sempre più frequentemente queste abitazioni utilizzano tecnologie come pompe di calore, sistemi di ventilazione meccanica controllata, impianti fotovoltaici, accumuli elettrici e sistemi di gestione intelligente dei consumi. L’obiettivo è ridurre il ricorso ai combustibili fossili e aumentare l’utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili.La sostenibilità di una casa green non si misura però soltanto attraverso i consumi energetici. Un ruolo importante è svolto anche dai materiali utilizzati nella costruzione o nella ristrutturazione. Legno certificato, materiali riciclati, isolanti naturali e soluzioni a basso impatto ambientale contribuiscono infatti a ridurre l’impronta ecologica complessiva dell’edificio lungo tutto il suo ciclo di vita.Le case green sono inoltre strettamente collegate ai concetti di digitalizzazione e automazione. Grazie ai sistemi di Building Automation e alle tecnologie smart home, gli occupanti possono monitorare e gestire in tempo reale consumi, climatizzazione, illuminazione e produzione energetica, ottimizzando l’efficienza e riducendo gli sprechi.Dal punto di vista normativo, il concetto di casa green è sempre più associato agli obiettivi fissati dall’Unione Europea attraverso la direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), che punta a ridurre progressivamente le emissioni del patrimonio edilizio europeo. In questo contesto assumono particolare rilevanza gli edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building), ovvero edifici a energia quasi zero, caratterizzati da consumi molto contenuti e da un ampio utilizzo di fonti rinnovabili.L’efficienza energetica come generazione di valoreUno degli elementi più significativi emersi dall’indagine riguarda il crescente riconoscimento del valore economico degli immobili efficienti. Secondo il focus ENEA nel Report FIAIP-ICom , oltre il 91% dei professionisti del settore ritiene che gli interventi di riqualificazione energetica abbiano determinato un aumento del valore di mercato degli immobili, soprattutto dopo l’introduzione del Superbonus. Un dato che conferma come l’efficienza energetica stia progressivamente trasformandosi da semplice caratteristica tecnica a vero e proprio fattore di valorizzazione patrimoniale.La crescente diffusione delle ristrutturazioni energetiche e la maggiore consapevolezza dei consumatori stanno infatti contribuendo a modificare i criteri di valutazione del mercato immobiliare. (leggi anche Direttiva Case Green; Case green il ruolo degli incentivi)Case green: servono strumenti di valutazione più evolutiNonostante questa evoluzione, il mercato sembra ancora scontare un ritardo nella capacità di tradurre concretamente il valore energetico degli immobili in termini economici. Quasi il 70% degli agenti immobiliari coinvolti nella ricerca evidenzia infatti la necessità di disporre di strumenti di valutazione più avanzati, in grado di misurare correttamente il premio di valore associato agli edifici riqualificati e ad alta efficienza energetica.La richiesta nasce dall’esigenza di rendere più trasparente il mercato e favorire una migliore correlazione tra prestazioni energetiche e prezzo degli immobili.Un patrimonio immobiliare ancora poco efficienteSe la domanda mostra una crescente sensibilità verso le abitazioni green, l’offerta continua a essere caratterizzata da un patrimonio edilizio largamente inefficiente. Secondo l’analisi ENEA, circa il 75% degli edifici residenziali italiani può essere considerato obsoleto dal punto di vista energetico.Le classi energetiche più basse, E, F e G, rappresentano infatti la maggioranza degli immobili presenti sul mercato. In particolare, queste classi coprono circa il 61% delle villette a schiera e arrivano fino al 71% dei monolocali e degli appartamenti trilocali.Un dato che rispetto al 2024 mostra variazioni limitate e conferma la lentezza del processo di riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale.Le differenze tra centro e periferia: dove si trovano le case greenIl report evidenzia inoltre una forte differenziazione territoriale. Nelle aree periferiche la maggior parte degli immobili venduti appartiene ancora alle classi energetiche meno performanti, mentre gli edifici classificati nelle migliori categorie energetiche, A e B, rappresentano appena il 5% delle transazioni. La situazione cambia radicalmente nelle zone di maggior pregio, dove la quota di immobili appartenenti alle classi energetiche più elevate arriva a sfiorare il 50%.Un dato che conferma come l’efficienza energetica stia diventando un elemento sempre più rilevante nella formazione del valore immobiliare, soprattutto nei mercati più dinamici.L’APE acquista importanza nelle scelte di acquistoAnche il ruolo dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) sembra destinato a rafforzarsi. Gli agenti immobiliari segnalano infatti che un numero crescente di acquirenti consulta il certificato energetico per valutare consumi, qualità dell’immobile e potenziali costi futuri di gestione.L’APE non rappresenta ancora un elemento decisivo nella conclusione della compravendita, ma sta progressivamente diventando uno strumento di orientamento sempre più utilizzato dai potenziali acquirenti. Questa evoluzione riflette una maggiore attenzione verso il tema dell’efficienza energetica e una crescente consapevolezza dei benefici economici associati a edifici meno energivori.Il mercato è frenato da un disallineamento tra domanda e offertaNonostante l’interesse crescente verso gli immobili efficienti, il mercato continua a mostrare un evidente squilibrio. Secondo il report, oltre il 54% dei proprietari non riconosce ancora adeguatamente il valore della classe energetica nel momento in cui definisce il prezzo di vendita dell’immobile o decide eventuali interventi di preparazione alla commercializzazione. Questo disallineamento tra aspettative della domanda e percezione dell’offerta rappresenta uno degli ostacoli principali alla diffusione delle riqualificazioni energetiche.Molti proprietari continuano infatti a sottovalutare l’impatto che una migliore prestazione energetica può avere sia sul valore patrimoniale dell’immobile sia sulla sua capacità di attrarre potenziali acquirenti.Incentivi e finanza green ancora poco sviluppatiIl report individua un ulteriore elemento critico nella mancanza di strumenti finanziari sufficientemente diffusi e strutturati. Mutui green e finanziamenti dedicati alla riqualificazione energetica risultano ancora poco conosciuti dai consumatori e spesso frammentati nelle modalità di accesso.Parallelamente, molte istituzioni finanziarie manifestano ancora dubbi sulla redditività del mercato delle ristrutturazioni energetiche, limitando lo sviluppo di prodotti specifici e contribuendo a rallentare gli investimenti.Il rischio, evidenzia l’analisi, è quello di alimentare un circolo vizioso nel quale la scarsa disponibilità di strumenti finanziari riduce gli interventi di riqualificazione e, di conseguenza, rallenta l’evoluzione del patrimonio immobiliare verso standard energetici più elevati.Le case green possono diventare il nuovo standard del mercatoI dati raccolti da FIAIP, ICom ed ENEA mostrano come il mercato immobiliare italiano stia attraversando una fase di trasformazione. L’efficienza energetica non è più soltanto una caratteristica tecnica, ma un elemento che incide sempre più sul valore degli immobili e sulle scelte di acquisto. Tuttavia, la strada verso un patrimonio edilizio realmente sostenibile appare ancora lunga. La prevalenza di edifici appartenenti alle classi energetiche più basse, la limitata diffusione dei finanziamenti green e la scarsa valorizzazione economica delle prestazioni energetiche continuano a rappresentare fattori di rallentamento.La crescente attenzione dei consumatori verso consumi, comfort e sostenibilità suggerisce però che il mercato stia andando nella direzione di una progressiva affermazione delle case green. Una trasformazione che potrebbe ridefinire il valore degli immobili nei prossimi anni e accelerare il processo di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano.Decreto Requisiti Minimi ed efficienza energetica: perché il valore degli immobili è destinato a cambiareL’evoluzione del mercato immobiliare descritta dal report FIAIP-ICom trova un importante elemento di accelerazione nel nuovo Decreto Requisiti Minimi, in vigore dal 3 giugno 2026. La normativa aggiorna infatti i parametri energetici che dovranno essere rispettati nelle nuove costruzioni e negli interventi di ristrutturazione rilevanti, introducendo standard più rigorosi in termini di prestazioni dell’involucro edilizio, efficienza degli impianti, integrazione delle fonti rinnovabili e digitalizzazione degli edifici. In questo scenario, la classe energetica degli immobili è destinata ad assumere un peso sempre maggiore nelle valutazioni economiche e nelle decisioni di acquisto.DM Requisiti Minimi e prestazioni energeticheLa crescente attenzione degli acquirenti verso le abitazioni efficienti evidenziata dal report rappresenta infatti una diretta conseguenza della trasformazione normativa in corso. Le case che presentano elevate prestazioni energetiche, bassi consumi e sistemi tecnologici avanzati saranno sempre più allineate ai requisiti richiesti dal mercato e dalle future politiche europee sulla decarbonizzazione del patrimonio edilizio. Al contrario, gli immobili appartenenti alle classi energetiche più basse potrebbero subire una progressiva perdita di attrattività e valore, soprattutto nelle aree caratterizzate da una maggiore domanda di edifici sostenibili.In questo contesto, il Decreto Requisiti Minimi si configura non soltanto come uno strumento tecnico per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ma anche come un fattore destinato a influenzare in modo significativo le dinamiche del mercato immobiliare. Interventi come isolamento termico, sostituzione degli infissi, installazione di pompe di calore, sistemi BACS per l’automazione degli edifici e integrazione del fotovoltaico non rappresentano più soltanto azioni per ridurre consumi ed emissioni, ma diventano investimenti capaci di preservare e accrescere il valore degli immobili nel lungo periodo. I dati del report, che mostrano come oltre il 91% degli operatori abbia rilevato un incremento del valore delle abitazioni efficienti dopo gli interventi di riqualificazione energetica, confermano che efficienza energetica e valorizzazione immobiliare sono ormai due aspetti sempre più strettamente collegati.










