Vigevano Un esposto in Procura e alla Corte dei conti per chiedere una verifica sull’operato degli uffici comunali. Lo ha firmato l’assessore Daniele Semplici, con delega alle politiche giovanili, candidato alle elezioni comunali nella lista di Fratelli d’Italia, sconfitta al primo turno del 24 e 25 maggio. Semplici è alla fine del suo mandato e ha deciso di aprire il vaso di Pandora e di raccontare il “dietro le quinte” dei suoi anni da amministratore. «Durante il mio assessorato ho cercato di produrre infaticabilmente progettualità che mirassero alla coesione sociale – ha detto Semplici nella conferenza stampa convocata ieri mattina –. Sono partito da un bilancio di 60mila euro, arrivando a un capitolo di spesa pari a 18mila euro, sapendo che il solo salone dell'Orientamento, con l'innovativa aggiunta delle Università e gli incontri nelle scuole prevedeva un costo di 12mila euro. Per realizzare quello che insieme a giovani e associazioni ho creato con fatica, come il torneo di scacchi under 20, il giornalino dei ragazzi, il blog dei giovani e gli eventi Vibrazioni Creative, RetroFutura, Il Salone del vinile - Urlo festival, Un Palco per Te, i corsi per i Neet, servivano svariate decine di migliaia di euro, superiori agli iniziali 60mila euro. Così, senza abbattermi, mi sono appoggiato ai tanti coinvolti, ho cercato fondi e finanziamenti tramite bandi e privati». E qui sono emersi i primi problemi. I finanziamenti persi«Nel 2022 – ha spiegato l’assessore – abbiamo perso la facoltà di accedere a due bandi, uno per sostenere il torneo di scacchi e uno per Vigevano in Vinile, perché qualcuno non ha vigilato sulla gestione d'inserimento a sportello, che prevede l'immediata immissione dei progetti ad apertura procedura. Alla fine abbiamo riscontrato che il sudore del lavoro congiunto, dopo ben due giorni, non era nemmeno stato inserito. Nel frattempo, i fondi pubblici si sono esauriti». Non solo. «Abbiamo coinvolto oltre 60 associazioni cittadine attraverso un corposo progetto – spiega l’ex assessore – per partecipare a un bando per recuperare dal degrado la Sala Leoni e contestualmente creare uno spazio condiviso intergenerazionale per i giovani e non. Però, per un errore, alla fine perdi la facoltà di partecipare e di poter eventualmente ottenere un finanziamento di 350mila euro. In un primo momento la causa prima viene addebitata all’aver messo una spunta in modo errato nella pagina internet del bando di gara, sebbene più volte precisata nel progetto, nelle lettere d’intenti e nel vademecum del bando. Poi mi sono sentito dire, in maniera diametralmente opposta, che si è sbagliato ad inserire l’anno di termine lavori. Per tutto questo, ovvero il torneo di scacchi, Vigevano in Vinile e la Sala Leoni, perché non è arrivata nessuna lettera di richiamo, nessuna verifica dell’operato del dirigente né per i dipendenti coinvolti? Tutti promossi? Oppure trasferiti felicemente in altri lidi?». L’assessore è un fiume in piena. «Il 24 novembre 2025 – ha proseguito Semplici – chiesi di sapere se fosse stato inoltrato l’avviso atto ad interrompere la prescrizione delle Tari non pagate, come atto di indirizzo. Parrebbe, infatti, evidenziarsi un’enormità di posizioni Tari mai notificate e neppure passate alla gestione coattiva, quindi presumibilmente prescritte. A questo punto ho chiesto al segretario generale e al dirigente di verificare se sussista un danno erariale per l’ente, ma dopo 30 giorni nessuno mi ha risposto. Quei soldi potevano servire alla città. Strano però che due giorni dopo la mia primissima domanda, mi sia stato notificato un procedimento per mancato pagamento Tari per un immobile vuoto, privo di allacciamenti, senza mobili ed oggetti, in ristrutturazione, con la Comunicazione di inizio lavori depositata in municipio e, soprattutto, per il quale io, e nessun altro, abbiamo la residenza. L’unica mia colpa è il non aver fatto nel 2018 la comunicazione preventiva e quindi, al massimo, dovrei pagare una sanzione per questa mancata comunicazione». Il vaso è colmo. «Ora chiedo di parlare con un magistrato – ha concluso l’assessore Semplici –, io ho depositato un esposto in Procura e alla Corte dei conti, ma non sono l’unico. So di almeno altre due persone che hanno preso la stessa decisione».